Medicina
 

Quanto dobbiamo vestire i bambini di inverno ?

Pierfrancesco 27 Apr 2017 21:04
C'e' una cultura corrente, perfino scientifica (la pediatra che
conosco) che afferma che noi di inverno tendiamo a vestire troppo i
bambini ed in questo sbagliamo.
D'altra parte persone vicine agli stessi bambini affermano che se non
sono ben vestiti cominciano a tossire.
Non solo: i negozi di abbigliamento per l'infanzia mi si dice
propongono anche per l'inverno ******* di cotone e pochissima (quasi
inesistente) lana, e comunque, in genere, abbigliamento leggero.
Allora non si sa piu' che pesci prendere.

--
Questo post vuole essere solo uno spunto di riflessione.
per contatti: pierferraro@teletu.it

Pierfrancesco
Gastroman 29 Apr 2017 00:09
Pierfrancesco 21:04, giovedì 27 aprile 2017:

> C'e' una cultura corrente, perfino scientifica (la pediatra
> che conosco) che afferma che noi di inverno tendiamo a
> vestire troppo i bambini ed in questo sbagliamo.
> D'altra parte persone vicine agli stessi bambini affermano
> che se non sono ben vestiti cominciano a tossire.
> Non solo: i negozi di abbigliamento per l'infanzia mi si dice
> propongono anche per l'inverno ******* di cotone e pochissima
> (quasi inesistente) lana, e comunque, in genere,
> abbigliamento leggero. Allora non si sa piu' che pesci
> prendere.


Una volta ho letto che i neonati hanno molto grasso
sottocutaneo.

Io da piccolo avevo i calzoni corti anche d'inverno.


--
-.-
didivu@alice.it 29 Apr 2017 10:37
Il giorno giovedì 27 aprile 2017 22:30:02 UTC+2, Pierfrancesco ha scritto:
> C'e' una cultura corrente, perfino scientifica (la pediatra che
> conosco) che afferma che noi di inverno tendiamo a vestire troppo i
> bambini ed in questo sbagliamo.

Ha ragione la pediatra.

> D'altra parte persone vicine agli stessi bambini affermano che se non
> sono ben vestiti cominciano a tossire.


Che suppongo siano i nonni, che, essendo anziani sentono il freddo e
attribuiscono le proprie carenze ai bambini, che invece, se troppo coperti,
sudano e poi, raffreddandosi sì, che cominciano a tossire e a prendersi i
malanni.

> Non solo: i negozi di abbigliamento per l'infanzia mi si dice
> propongono anche per l'inverno ******* di cotone e pochissima (quasi
> inesistente) lana, e comunque, in genere, abbigliamento leggero.

Infatti.

> Allora non si sa piu' che pesci prendere.

Col buonsenso: vestendo i bambini a cipolla.

Le nostre case sono molto ******* cosa che nei tempi antichi non era.

Quindi in casa leggeri, uscendo aggiungere e togliere secondo il clima e senza
esagerare con sciarpette e cappelli sino a primavera inoltrata, come purtroppo
si vede, con bambini che gli cola il sudore sulle guance.

Meglio una giacca a vento col cappuccio, una camicia e un maglioncino, piuttosto
che strati e strati di lana.
Scarpe buone, quello sì. Poi dipende da dove si abita.
Vestiti come ti vestiresti tu, ma ricordandoti che i bambini corrono in
continuazione e si surriscaldano.

DDV
didivu@alice.it 29 Apr 2017 10:39
Il giorno sabato 29 aprile 2017 00:20:03 UTC+2, Gastroman ha scritto:
> Pierfrancesco 21:04, giovedì 27 aprile 2017:
>
>> C'e' una cultura corrente, perfino scientifica (la pediatra
>> che conosco) che afferma che noi di inverno tendiamo a
>> vestire troppo i bambini ed in questo sbagliamo.
>> D'altra parte persone vicine agli stessi bambini affermano
>> che se non sono ben vestiti cominciano a tossire.
>> Non solo: i negozi di abbigliamento per l'infanzia mi si dice
>> propongono anche per l'inverno ******* di cotone e pochissima
>> (quasi inesistente) lana, e comunque, in genere,
>> abbigliamento leggero. Allora non si sa piu' che pesci
>> prendere.
>
>
> Una volta ho letto che i neonati hanno molto grasso
> sottocutaneo.
>
> Io da piccolo avevo i calzoni corti anche d'inverno.


Come tutti: avrei voluto metterglieli anch'io, ma non si trovavano neanche
più...

DDV
Giorgio Bibbiani 29 Apr 2017 12:42
didivu@alice.it ha scritto:
> Vestiti come ti vestiresti tu, ma ricordandoti che i bambini corrono
> in continuazione e si surriscaldano.

Aggiungerei che i bambini hanno un rapporto
(superficie corporea / volume corporeo)
maggiore rispetto agli ******* quindi data
un'ipotetica parita' di altre condizioni,
in un ambiente freddo tenderebbero a
raffreddarsi maggiormente rispetto agli *******

Ciao
--
Giorgio Bibbiani
didivu@alice.it 29 Apr 2017 16:53
Il giorno sabato 29 aprile 2017 14:10:03 UTC+2, Giorgio Bibbiani ha scritto:
> didivu@alice.it ha scritto:
>> Vestiti come ti vestiresti tu, ma ricordandoti che i bambini corrono
>> in continuazione e si surriscaldano.
>
> Aggiungerei che i bambini hanno un rapporto
> (superficie corporea / volume corporeo)
> maggiore rispetto agli ******* quindi data
> un'ipotetica parita' di altre condizioni,
> in un ambiente freddo tenderebbero a
> raffreddarsi maggiormente rispetto agli *******

Se stessero fermi, forse... infatti in ugual maniera soffrono il caldo.

Ti racconto un aneddoto.

Luglio 73, liguria, caldo bestia.

Mio figlio di 2 mesi in canottiera e ciripà (allora usavano quelli) che dormiva
come un ciocco nella sua carrozzina.


Arriva una nonna, che guarda con invidia mio figlio e mi mostra la nipotina più
o meno coetanea, completamente vestita, cuffietta, lenzuolino, copertina di
pizzo e con il visino color bordeaux, perché sua nuora aveva paura che la bimba
avesse freddo...

Per fortuna generalmente i bambini sono talmente forti che sopravvivono a
qualsiasi angheria, ma se potessero parlare...

DDV
ilChierico 30 Apr 2017 19:54
On 29/04/2017 16:53, didivu@alice.it wrote:

> Per fortuna generalmente i bambini sono talmente forti che sopravvivono a
qualsiasi angheria, ma se potessero parlare...

Se potessero parlare ti spiegherebbero che il centro termoregolatore si
tara autonomamente e automaticamente nei primi anni di vita, adattando
l'organismo a vivere la' dove e' nato, che sia nato in un paese caldo
oppure al freddo.

Tira tu le conclusioni.

Ho conosciuto pur io delle persone che d'inverno andavano vestite
leggere come se fosse estate torrida, e che non han mai preso un
raffreddore in vita loro.

E raccontavano proprio questo: da piccoli i genitori li lasciavano
andare in giro d'inverno vestiti come se fosse estate.
didivu@alice.it 1 Mag 2017 09:08
Il giorno domenica 30 aprile 2017 23:25:02 UTC+2, ilChierico ha scritto:
> On 29/04/2017 16:53, didivu@alice.it wrote:
>
>> Per fortuna generalmente i bambini sono talmente forti che sopravvivono a
qualsiasi angheria, ma se potessero parlare...
>
> Se potessero parlare ti spiegherebbero che il centro termoregolatore si
> tara autonomamente e automaticamente nei primi anni di vita, adattando
> l'organismo a vivere la' dove e' nato, che sia nato in un paese caldo
> oppure al freddo.
>
> Tira tu le conclusioni.

Ossignur, già tirate da prima che tu nascessi.

> Ho conosciuto pur io delle persone che d'inverno andavano vestite
> leggere come se fosse estate torrida, e che non han mai preso un
> raffreddore in vita loro.


Senza dire esagerazioni, mia madre con noi, io con figli e nipoti copro i
bambini in rapporto al clima e all'attività fisica, levando e aggiungendo al
bisogno (è impegnativo), ma funziona.

> E raccontavano proprio questo: da piccoli i genitori li lasciavano
> andare in giro d'inverno vestiti come se fosse estate.

Eh va be', gente così io non ne ho mai conosciuta..


La più grande scemenza che dicevano ai ragazzini, era quella di mettersi la
maglia di lana, perché sudavano, senza capire che sudavano PERCHE' avevano la
maglia di lana.

Si fa sport vestiti "leggeri" e finita l'attività fisica, ci si copre.
Sembra ovvio, ma specialmente i "vecchi" non ci arrivano.

DDV
ilChierico 1 Mag 2017 15:08
On 01/05/2017 09:08, didivu@alice.it wrote:

>> Tira tu le conclusioni.
>
> Ossignur, già tirate da prima che tu nascessi.

E allora scrivilo tu, invece di elucubrare strane teorie, anche se per
una volta la teoria del(la) cipolla risolve la situazione (angolo
semi-serio con gioco di parole fra cipolla ortaggio e Cipolla il teorico
della stupidita').

Ho finito, Vostro Onore Ortaggio Primo, re delle mezze stagioni O;-D
GIulia 1 Mag 2017 16:28
Pierfrancesco wrote:
> C'e' una cultura corrente, perfino scientifica (la pediatra che conosco) che
afferma che noi di inverno tendiamo a vestire troppo i bambini ed in questo
sbagliamo.
> D'altra parte persone vicine agli stessi bambini affermano che se non sono ben
vestiti cominciano a tossire.
> Non solo: i negozi di abbigliamento per l'infanzia mi si dice propongono anche
per l'inverno ******* di cotone e pochissima (quasi inesistente) lana, e
comunque,
> in genere, abbigliamento leggero.
> Allora non si sa piu' che pesci prendere.
>

La malattie da raffreddamento provengono da una diminuzione rapida della
temperatura delle mucose delle vie aeree superiori,
quando raggiungono i 34/35 gradi, localmente, i virus riescono a proliferare ed
ad agire piu' efficacemente del sistema immunitario che
anzi preferisce temperature alte (leggi febbre), teoricamente ben nutriti i
bimbi con una sciarpa davanti alla bocca potrebbero stare anche ******* e
non prendersi niente (ovviamente non parlo di temperature da congelamento).

Anche mio padre mi racconta che di inverno (sotto zero nella sua zona) andavano
con sciarpa cappello e calzoncini corti (spesso aveva la gambe blu!),
e parliamo della attuale generazione che ha una vita media superiore agli 80
anni (lui va per gli 80), quindi comportamenti con nessuna valenza
negativa anche su grandi numeri.

Giulia
didivu@alice.it 9 Mag 2017 08:31
Il giorno sabato 6 maggio 2017 18:20:02 UTC+2, Pierfrancesco ha scritto:


> Detto questo, fermo restando che il buon senso deve essere comunque
> essere sempre considerato, faccio fatica a convicermi che un bambino
> che va a scuola in gennaio non deve avere la maglia di lana.


Credo che tu, parlando della maglia di lana, intenda qualcosa di caldo e adatto
all'inverno, perché al giorno d'oggi esistono dei materiali tecnici,
altrettanto caldi e maggiormente traspiranti, che la sostituiscono egregiamente.


Una felpa di pile e un piumino sono più caldi e adatti alle esigenze di un
bambino, che il maglioncino e il cappottino di una volta. Alla pelle basta il
cotone.

> Infatti il corpo infreddolito si comportera' come ho scritto sopra:
> mica sempre i bambini corrono, e a scuola solo durante la ricreazione;
> inoltre le aule per legge devono essere a 18 grandi non certo ai 25 e
> piu' della tarda primavera o primo autunno.

Ehm, ho controllato: la legge prevede i 20 gradi, che tale temperatura venga
rispettata dappertuttto naturalmente non lo so.

> Per di piu' io vedo poco i bambini correre, prevalentemente sono
> occupati a fare i compiti (poco) e nei videogiochi (molto), ma per lo
> meno stanno al chiuso.

Credo che codesta sia la causa maggiore delle malattie "stagionali".


Un bambino dovrebbe stare all'aria aperta tutti i giorni e con qualsiasi tempo
(come si faceva una volta) proprio per acquisire la capacità di affrontare
senza danni le varie escursioni termiche.

I bambini dei paesi nordici, se badassero alle condizioni atmosferiche,
uscirebbero due mesi l'anno.

> Per di piu' ho il sospetto che, poiche' ormai in tutte le famiglie i
> coniugi lavorano, tenderanno a mandare i bambini a scuola anche se non
> stanno proprio bene; questo comportera' una diffusione delle malattie
> da contagio. D'altra parta mi rendo conto che c'e' poco rime*****.

Purtroppo credo sia vero, specialmente nelle grandi città, per chi non ha la
possibilità di usufruire dell'aiuto di parenti o ******* sitter.

> Di fatto nei mesi invernali ogni anno pare che il mio parentado sia
> investito perfino piu' volte da una ondata epidemica, che spesso
> coinvolge gli *******

Dal titolo del tuo thread è probabile, che un'idea della causa di codesta
predisposizione alle epidemie stagionali, te la sia fatta...

DDV
Pierfrancesco 9 Mag 2017 21:22
Scriveva didivu@alice.it martedì, 09/05/2017:
> Il giorno sabato 6 maggio 2017 18:20:02 UTC+2, Pierfrancesco ha scritto:
>
>
>> Detto questo, fermo restando che il buon senso deve essere comunque essere
>> sempre considerato, faccio fatica a convicermi che un bambino che va a
>> scuola in gennaio non deve avere la maglia di lana.
>
>
> Credo che tu, parlando della maglia di lana, intenda qualcosa di caldo e
> adatto all'inverno, perché al giorno d'oggi esistono dei materiali tecnici,
> altrettanto caldi e maggiormente traspiranti, che la sostituiscono
> egregiamente.
>
> Una felpa di pile e un piumino sono più caldi e adatti alle esigenze di un
> bambino, che il maglioncino e il cappottino di una volta. Alla pelle basta
> il cotone.
>
Comunque direi un capo che trattenga il calore.
E non paragonerei il cotone alla lana quanto a tenuta di calore.
Basta posare la mano su un capo di cotone ed uno di lana per sentire la
differenza.
Se poi vuoi sostituire la lana con il sintetico ok, ci sono delle
ottime fibre sintetiche.
In sintesi cosa ci facciamo con il cotone di inverno ? Mi pare che non
abbia alcuno scopo salvo forse per coloro che hanno la pelle sensibile
alla lana (o al sintetico ?).
Il sospetto che si voglia indurre la sostituzione della lana perche'
troppo costosa e forse poco etica sorge spontaneo.







>> Infatti il corpo infreddolito si comportera' come ho scritto sopra: mica
>> sempre i bambini corrono, e a scuola solo durante la ricreazione; inoltre
>> le aule per legge devono essere a 18 grandi non certo ai 25 e piu' della
>> tarda primavera o primo autunno.
>
> Ehm, ho controllato: la legge prevede i 20 gradi, che tale temperatura
> venga rispettata dappertuttto naturalmente non lo so.
>
Ad ogni modo 20 gradi stando fermi per un'ora e' una temperatura
bassina.








>> Per di piu' io vedo poco i bambini correre, prevalentemente sono occupati
>> a fare i compiti (poco) e nei videogiochi (molto), ma per lo meno stanno
>> al chiuso.
>
> Credo che codesta sia la causa maggiore delle malattie "stagionali".
>
> Un bambino dovrebbe stare all'aria aperta tutti i giorni e con qualsiasi
> tempo (come si faceva una volta) proprio per acquisire la capacità di
> affrontare senza danni le varie escursioni termiche.
>
Certo (se ben vestito).
A un bambino di 11 anni che conosco la pediatra ha chiesto: "allora
....... sei andato fuori a giocare come ti avevo consigliato ?"
E il bambino: "certo dottoressa... pero' non c'era nessuno. Allora sono
ritentrato, ho aperto il mio solito gioco online e i miei amici li ho
trovati tutti la'".





>
>> Di fatto nei mesi invernali ogni anno pare che il mio parentado sia
>> investito perfino piu' volte da una ondata epidemica, che spesso coinvolge
>> gli *******
>
> Dal titolo del tuo thread è probabile, che un'idea della causa di codesta
> predisposizione alle epidemie stagionali, te la sia fatta...
>
Certo: contagio.

--
Questo post vuole essere solo uno spunto di riflessione.
per contatti: pierferraro@teletu.it

Pierfrancesco
didivu@alice.it 10 Mag 2017 08:50
Il giorno martedì 9 maggio 2017 23:10:02 UTC+2, Pierfrancesco ha scritto:

> In sintesi cosa ci facciamo con il cotone di inverno ? Mi pare che non
> abbia alcuno scopo salvo forse per coloro che hanno la pelle sensibile
> alla lana (o al sintetico ?).

> Il sospetto che si voglia indurre la sostituzione della lana perche'
> troppo costosa e forse poco etica sorge spontaneo.

Ammetto invece che a me tale sospetto non era mai venuto...


Comunque, i miei nipotini di 5 e quasi 8 anni vivono a milano, frequentano
scuola materna e primaria pubbliche e d'inverno portano alla pelle maglie a
mezze maniche di cotone, in primavera e autunno canottiera e d'estate niente.


Il grande ha passato l'inverno senza fare un giorno s'assenza, il piccolo ha
avuto due volte qualche problema, dovuto credo, alla maggiore "promiscuità"
insita nella scuola materna.

> Ad ogni modo 20 gradi stando fermi per un'ora e' una temperatura
> bassina.

Sarà, ma quando andavamo a scuola noi, credo fosse ancora inferiore...
Almeno, nelle mie si gelava.

>> Un bambino dovrebbe stare all'aria aperta tutti i giorni e con qualsiasi
>> tempo (come si faceva una volta) proprio per acquisire la capacità di
>> affrontare senza danni le varie escursioni termiche.

> Certo (se ben vestito).

Ovvio.

> A un bambino di 11 anni che conosco la pediatra ha chiesto: "allora
> ....... sei andato fuori a giocare come ti avevo consigliato ?"
> E il bambino: "certo dottoressa... pero' non c'era nessuno. Allora sono
> ritentrato, ho aperto il mio solito gioco online e i miei amici li ho
> trovati tutti la'".

Triste, ma vero.

>> Dal titolo del tuo thread è probabile, che un'idea della causa di codesta
>> predisposizione alle epidemie stagionali, te la sia fatta...

> Certo: contagio.

OK: ma chi contagia il primo, che poi contagia gli altri?

DDV
Pierfrancesco 12 Mag 2017 20:51
Scriveva didivu@alice.it mercoledì, 10/05/2017:
> Il giorno martedì 9 maggio 2017 23:10:02 UTC+2, Pierfrancesco ha scritto:
>
>> In sintesi cosa ci facciamo con il cotone di inverno ? Mi pare che non
>> abbia alcuno scopo salvo forse per coloro che hanno la pelle sensibile
>> alla lana (o al sintetico ?).
>
>> Il sospetto che si voglia indurre la sostituzione della lana perche'
>> troppo costosa e forse poco etica sorge spontaneo.
>
> Ammetto invece che a me tale sospetto non era mai venuto...
>
Scusa se vado un po' fuori tema ma mi piacerebbe sapere cosa ne pensi:
noto delle cose che definirei "inattese":
- le pellicce, da sempre orgoglio e vanto oltre che tepore per il
genere femminile, sono scomparse;
- moltissime persone, forse la maggioranza, indossa scarpe di pezza (io
la chiamo cosi') oppure di trame sintetiche (goretex ?) e non di pelle;
- i cappotti sono rarissimi, siamo quasi tutti in giacca a vento.
- ecc.




> Comunque, i miei nipotini di 5 e quasi 8 anni vivono a milano, frequentano
> scuola materna e primaria pubbliche e d'inverno portano alla pelle maglie a
> mezze maniche di cotone, in primavera e autunno canottiera e d'estate
> niente.
>
Interessante testimonianza di prima mano, molto piu' di tanti dibattiti
(di cui non ho alcuna stima).
Pero', tornando la punto di partenza, mi puoi dire cos'altro indossano
(sopra):
- in casa (supposti 20/21 gradi);
- fuori casa al chiuso: temperatura imprevedibile;
- a scuola (diciamo 20 gradi ?);
- all'aperto.





>>> Dal titolo del tuo thread è probabile, che un'idea della causa di codesta
>>> predisposizione alle epidemie stagionali, te la sia fatta...
>
>> Certo: contagio.
>
> OK: ma chi contagia il primo, che poi contagia gli altri?
>
Ho il sospetto che alcuni pochi, vestiti troppo poco causa la moda
attuale si ammalano e contagiano gli altri.
In una scuola elementare ho visto a fine anno scorso la manifestazione
che i bambini fanno di solito il giorno prima delle vancanze di Natale.
Eravamo all'interno della scuola e vero, pero' erano con maglietta di
cotone e maniche corte.
Se sotto avevano solo una maglietta di cotone sulla pelle, scusami se
ti sembro petulante, ma a me sembra che non vada bene.

--
Questo post vuole essere solo uno spunto di riflessione.
per contatti: pierferraro@teletu.it

Pierfrancesco
didivu@alice.it 13 Mag 2017 20:46
Il giorno venerdì 12 maggio 2017 21:20:02 UTC+2, Pierfrancesco ha scritto:
>
> Scusa se vado un po' fuori tema ma mi piacerebbe sapere cosa ne pensi:
> noto delle cose che definirei "inattese":
> - le pellicce, da sempre orgoglio e vanto oltre che tepore per il
> genere femminile, sono scomparse;
> - moltissime persone, forse la maggioranza, indossa scarpe di pezza (io
> la chiamo cosi') oppure di trame sintetiche (goretex ?) e non di pelle;
> - i cappotti sono rarissimi, siamo quasi tutti in giacca a vento.
> - ecc.

Si tratta di "evoluzione".
I tempi sono cambiati.



Le pellicce, tralasciando orgoglio e vanto, erano veramente eccellenti per
proteggere dal freddo, ma non si usano più per motivi "etici": le scarpe da
ginnastica sono pratiche e comode, certo non d'inverno; il goretex è un
materiale fantastico, traspirante, sano, igienico, comodo e confortevole; le
giacche a vento altrettanto.


Personalmente sono talmente abituata alla praticità di un piumino, che quando
indosso un cappotto, mi sento imbalsamata. Tranquillo, comunque, che stanno
tornando di moda, tanto per costringere le persone a rinnovare il guardaroba...

> Interessante testimonianza di prima mano, molto piu' di tanti dibattiti
> (di cui non ho alcuna stima).

Grazie per l'apprezzamento.

> Pero', tornando la punto di partenza, mi puoi dire cos'altro indossano
> (sopra):

> - in casa (supposti 20/21 gradi);

Pigiama in maglina di cotone + felpa o tuta felpata di mezzo peso, calze
antiscivolo.

> - fuori casa al chiuso: temperatura imprevedibile;


Maglia leggera a "lupetto" di cotone o tessuto tecnico, felpa di pile, jeans
invernali; nelle occasioni "eleganti" camicia in flanella leggera, maglioncino,
pantaloni tipo fustagno.

> - a scuola (diciamo 20 gradi ?);

Come sopra, nell'edizione sportiva o in alternativa una pratica tuta felpata.

> - all'aperto.


Come sopra, più piumino, sciarpa e cappello in lana o pile. I guanti non li
portano volentieri e di solito li perdono... Ah, calze sintetiche, scarponcini
invernali di goretex.

> Ho il sospetto che alcuni pochi, vestiti troppo poco causa la moda
> attuale si ammalano e contagiano gli altri.

Forse non conosci e sottovaluti le prerogative dei tessuti attuali.

> In una scuola elementare ho visto a fine anno scorso la manifestazione
> che i bambini fanno di solito il giorno prima delle vancanze di Natale.
> Eravamo all'interno della scuola e vero, pero' erano con maglietta di
> cotone e maniche corte.

Beh, escluse le magliette con le maniche corte, lo stesso nella nostra scuola.

> Se sotto avevano solo una maglietta di cotone sulla pelle, scusami se
> ti sembro petulante, ma a me sembra che non vada bene.

Guarda che un bambino che va a scuola è già perfettamente in grado di rendersi
conto se ha caldo o freddo.

Lo vedo quando i nipotini vengono a trovarmi e li porto a giocare, sempre munita
di una sacca dove riporre giacche ed accessori vari.



Certo, abito in liguria e la temperatura è molto più mite che a milano, ma
proprio per questo l'escursione termica appena tramonta il sole è notevole e
traditrice. Si mettono a correre e a giocare per un po', si spogliano, poi esce
il solito ventaccio freddo, gli rimetto il giaccone e non protestano di certo.

DDV
Pierfrancesco 15 Mag 2017 18:11
didivu@alice.it ha pensato forte :
> Il giorno venerdì 12 maggio 2017 21:20:02 UTC+2, Pierfrancesco ha scritto:
>>
>> Scusa se vado un po' fuori tema ....
>
> Si tratta di "evoluzione".
> I tempi sono cambiati.
>
> Le pellicce, .....
>
Interessante; in sostanza mi dici che non solo approvi, ma ti trovi
anche bene con questa moda.

Per la verita' a me balenava il sospetto che fossero tutte scelte
dettate da un diffuso peggioramento della condizione economica
generale.





>> Interessante testimonianza di prima mano, molto piu' di tanti dibattiti
>> (di cui non ho alcuna stima).
>
> Grazie per l'apprezzamento.
>
Ho molta considerazione per le testimonianze di prima mano portate da
persone che lasciano trasparire pacatezza e serenita' di
argomentazione. Siamo pieni di manipolatori e di luoghi comuni.





>> Pero', tornando la punto di partenza, mi puoi dire cos'altro indossano
>> (sopra):
>
>> - in casa (supposti 20/21 gradi);
>
> Pigiama in maglina ....
>
Interessante. Ci faro' un pensiero per i bambini.





>> Ho il sospetto che alcuni pochi, vestiti troppo poco causa la moda attuale
>> si ammalano e contagiano gli altri.
>
> Forse non conosci e sottovaluti le prerogative dei tessuti attuali.
>
Probabile, pero' i tuoi post mi danno lo punto per colmare la lacuna.





> Guarda che un bambino che va a scuola .....
>
Beh! voi avete il mare che attenua un po' il clima invernale. Dalle mie
parti d'inverno si va non di rado a meno 6. Di giorno e' normale
qualche grado dopra lo zero. Evidentemente siamo in situazioni
climatiche diverse.

--
Questo post vuole essere solo uno spunto di riflessione.
per contatti: pierferraro@teletu.it

Pierfrancesco
didivu@alice.it 15 Mag 2017 20:59
Il giorno lunedì 15 maggio 2017 18:20:03 UTC+2, Pierfrancesco ha scritto:

>> Le pellicce, .....

> Interessante; in sostanza mi dici che non solo approvi, ma ti trovi
> anche bene con questa moda.

Beh, il calduccio che teneva una pelliccia lo rimpiango un po', ma apprezzo la
pratica vestibilità dei capi attuali.

> Per la verita' a me balenava il sospetto che fossero tutte scelte
> dettate da un diffuso peggioramento della condizione economica
> generale.

Vero e non vero: se controlli i prezzi dei materiali tecnici di buona qualità,
vedi che non costano proprio pochissimo.

> Ho molta considerazione per le testimonianze di prima mano portate da
> persone che lasciano trasparire pacatezza e serenita' di
> argomentazione. Siamo pieni di manipolatori e di luoghi comuni.

Conseguenza dovuta ai cambiamenti epocali...

>> Forse non conosci e sottovaluti le prerogative dei tessuti attuali.

> Probabile, pero' i tuoi post mi danno lo punto per colmare la lacuna.


Faccio una digressione dal tema iniziale, che riguardava come vestire i bambini
d'inverno; dai tuoi post si evince che sei un fautore dei tessuti di una volta,
con particolare predilezione per lana e cuoio e porto un esempio pratico.





SE avessi cominciato come me a sciare nel 15/18 del secolo scorso (si fa per
dire) con scarponi di cuoio che s'inzuppavano e dopo poche discese dovevi
stringere perché diventavano ciabatte, quando indossavamo strati e strati di
lana (sembravamo tutti omini della michelin) e nonostante ciò spesso ci entrava
il freddo nelle ossa, APPREZZERESTI gli scarponi di plastica attuali,
perfettamente imbottiti e assolutamente impermeabili, le maglie e calzamaglie
tecniche, gradevoli (non pungono!) ******* e traspiranti, nonché i completi da
sci in goretex, di un confort inimmaginabile in rapporto a tutto ciò che si
portava nei bei tempi di una volta.


Una evoluzione simile c'è stata anche nei materiali in uso comune di ******* e
bambini e non si tratta soltanto di moda o di disponibilità economica, ma di
esigenze dovute ad un diverso stile di vita.


Anni fa visitai a genova il museo delle divise, indossate dai nostri militari a
partire, mi pare, dalla prima guerra mondiale, ai giorni nostri. Il senso di
pena nel vedere come erano attrezzati quegli eroici poveretti, stringeva il
cuore.

> Beh! voi avete il mare che attenua un po' il clima invernale. Dalle mie
> parti d'inverno si va non di rado a meno 6. Di giorno e' normale
> qualche grado dopra lo zero. Evidentemente siamo in situazioni
> climatiche diverse.

Guarda che ti ho descritto come si vestono i miei nipotini, che vivono a milano
e lì l'influenza del mare non ci arriva proprio!

DDV
Gastroman 16 Mag 2017 20:38
didivu@alice.it 20:59, lunedì 15 maggio 2017:

> Beh, il calduccio che teneva una pelliccia lo rimpiango un
> po'


Ce ne sono di sintetiche, no?


--
-.-
Pierfrancesco 16 Mag 2017 21:22
didivu@alice.it scriveva il 15/05/2017 :
> Il giorno lunedì 15 maggio 2017 18:20:03 UTC+2, Pierfrancesco ha scritto:
>
>
> Vero e non vero: se controlli i prezzi dei materiali tecnici di buona
> qualità, vedi che non costano proprio pochissimo.
>
Anche questo e' vero.





>> Ho molta considerazione per le testimonianze di prima mano portate da
>> persone che lasciano trasparire pacatezza e serenita' di argomentazione.
>> Siamo pieni di manipolatori e di luoghi comuni.
>
> Conseguenza dovuta ai cambiamenti epocali...
>
Mi sa di no. La manipolazione delle masse e' cosa di vecchia data.
Ma forse intendi altro.






>>> Forse non conosci e sottovaluti le prerogative dei tessuti attuali.
>
>> Probabile, pero' i tuoi post mi danno lo punto per colmare la lacuna.
>
>
> Faccio una digressione dal tema iniziale, che riguardava come vestire i
> bambini d'inverno; dai tuoi post si evince che sei un fautore dei tessuti
> di una volta, con particolare predilezione per lana e cuoio e porto un
> esempio pratico.
> SE avessi cominciato come me a sciare nel 15/18 del secolo scorso (si fa
> per dire) con scarponi di cuoio che s'inzuppavano e dopo poche discese
> dovevi stringere perché diventavano ciabatte,
>
Mai sciato. Ho fatto esperienze diverse. Io ho fatto il militare nel
15/18 (si fa per dire) negli alpini e ti posso assicurare che gli
scarponi dell'esercito, ben ingrassati e lucidati non mi hanno mai
fatto sentire i piedi umidi neanche in mezzo alla neve.
Non solo, anche con il caldo il piede sudava relativamente.






> quando indossavamo strati e strati di lana ......
>
Non insisto e prendo atto.
Personalmente, anche approfittando dell'esperienza di colleghi che
abitano in montagna, di inverno porto maglia di lana sulla pelle poi
camicia di cotone e poi maglione di lana (sempre) - giacca vento
all'aperto, e non ho mai freddo.
Mi risulta infatti che il calore si trasmette per conduzione,
convezione (movimento d'aria) e irraggiamento.
La lana trattiene il calore per conduzione perche' intrappola un po'
d'aria fra le fibre, ma non trattiene la convezione. Il cotone
trattiene il calore per convezione perche' e' a trama fitta.
Inoltre un po' d'aria viene intrappolata fra gli strati.
Cosi' tutto funziona. E la pelle traspira.
Ho fatto l'errore di prendere l'inverno scorso delle camicie in parte
sintetiche e appena la temperatura non e' piu' rigida mi fanno sudare
un sacco; in breve fanno traspirare troppo poco.
Evidentemente anche nelle fibre sintetiche ce ne sono di qualita'
(molto) diverse.








> Una evoluzione simile c'è stata anche nei materiali in uso comune di *******
> e bambini e non si tratta soltanto di moda o di disponibilità economica, ma
> di esigenze dovute ad un diverso stile di vita.
>
> Anni fa visitai a genova il museo delle divise, indossate dai nostri
> militari a partire, mi pare, dalla prima guerra mondiale, ai giorni nostri.
> Il senso di pena nel vedere come erano attrezzati quegli eroici poveretti,
> stringeva il cuore.
>
Il vestiario militare che ho conosciuto era piuttosto grezzo ma molto
funzionale con il freddo (e anche con il caldo). L'unico difetto era la
mia giacca a vento che, probabilmente perche' riciclata troppe volte,
lasciava passare un po' di umidita' della pioggia (i militari non usano
ombrelli LOL).






>> Beh! voi avete il mare che attenua un po' il clima invernale. Dalle mie
>> parti d'inverno si va non di rado a meno 6. Di giorno e' normale qualche
>> grado dopra lo zero. Evidentemente siamo in situazioni climatiche diverse.
>
> Guarda che ti ho descritto come si vestono i miei nipotini, che vivono a
> milano e lì l'influenza del mare non ci arriva proprio!
>
> DDV
Ok.

--
Questo post vuole essere solo uno spunto di riflessione.
per contatti: pierferraro@teletu.it

Pierfrancesco
didivu@alice.it 17 Mag 2017 09:12
Il giorno martedì 16 maggio 2017 22:45:02 UTC+2, Pierfrancesco ha scritto:

>> Conseguenza dovuta ai cambiamenti epocali...

> Mi sa di no. La manipolazione delle masse e' cosa di vecchia data.
> Ma forse intendi altro.

Sì, mi riferivo ad alcuni "problemi di comunicazione" che molte persone hanno
sul web...

> Mai sciato. Ho fatto esperienze diverse. Io ho fatto il militare nel
> 15/18 (si fa per dire) negli alpini e ti posso assicurare che gli
> scarponi dell'esercito, ben ingrassati e lucidati non mi hanno mai
> fatto sentire i piedi umidi neanche in mezzo alla neve.
> Non solo, anche con il caldo il piede sudava relativamente.

Ehm, forse ti riferisci alla seconda guerra mondiale, allora!

Orpo, non avendo fatto l'alpino, non sapevo che avrei dovuto ingrassare e
lucidare i miei scarponi da sci di cuoio per renderli impermeabili!

> Non insisto e prendo atto.
> Personalmente, anche approfittando dell'esperienza di colleghi che
> abitano in montagna, di inverno porto maglia di lana sulla pelle poi
> camicia di cotone e poi maglione di lana (sempre) - giacca vento
> all'aperto, e non ho mai freddo.

Beh, se vai sulle piste qualche metro più in su, i gradi diminuiscono
esponenzialmente...

> Mi risulta infatti che il calore si trasmette per conduzione,
> convezione (movimento d'aria) e irraggiamento.
> La lana trattiene il calore per conduzione perche' intrappola un po'
> d'aria fra le fibre, ma non trattiene la convezione. Il cotone
> trattiene il calore per convezione perche' e' a trama fitta.
> Inoltre un po' d'aria viene intrappolata fra gli strati.
> Cosi' tutto funziona. E la pelle traspira.

Il fatto è che ai tempi cui mi riferisco io, ci mettevamo sopra delle tute
fatte di lastex. Ce l'hai presente i film di james bond anni 60?
Ecco quelle e già a 10 sotto zero erano poco adeguate.

> Ho fatto l'errore di prendere l'inverno scorso delle camicie in parte
> sintetiche e appena la temperatura non e' piu' rigida mi fanno sudare
> un sacco; in breve fanno traspirare troppo poco.
> Evidentemente anche nelle fibre sintetiche ce ne sono di qualita'
> (molto) diverse.

Sì, anche nella lana, però.

> Il vestiario militare che ho conosciuto era piuttosto grezzo ma molto
> funzionale con il freddo (e anche con il caldo). L'unico difetto era la
> mia giacca a vento che, probabilmente perche' riciclata troppe volte,
> lasciava passare un po' di umidita' della pioggia (i militari non usano
> ombrelli LOL).


Mi consoli, perché un nostro compagno che aveva fatto il militare a borgo san
dalmazzo, suppongo più o meno al tempo in cui l'hai fatto tu, stando di
guardia, si era beccato una pleurite da restarci quasi secco:-(

Comunque, da quel che ho visto al museo, le divise attuali sono eccellenti.
Se dovessero richiamarti (!) vedresti la differenza:-)

DDV
Pierfrancesco 21 Mag 2017 22:47
Dopo dura riflessione, didivu@alice.it ha scritto :
> Il giorno martedì 16 maggio 2017 22:45:02 UTC+2, Pierfrancesco ha scritto:
>
>
>> Mai sciato. Ho fatto esperienze diverse. Io ho fatto il militare nel 15/18
>> (si fa per dire) negli alpini e ti posso assicurare che gli scarponi
>> dell'esercito, ben ingrassati e lucidati non mi hanno mai fatto sentire i
>> piedi umidi neanche in mezzo alla neve.
>> Non solo, anche con il caldo il piede sudava relativamente.
>
> Ehm, forse ti riferisci alla seconda guerra mondiale, allora!
>
Non ero nato.






> Orpo, non avendo fatto l'alpino, non sapevo che avrei dovuto ingrassare e
> lucidare i miei scarponi da sci di cuoio per renderli impermeabili!
>
Gli scarponi militari erano cosi'. Forse per quelli civili non era
necessario.
N.B. grasso e lucido venivano opportunamente forniti dall'esercito.

Beh ! Anche le scarpe di pelle se non le lucido, alla lunga diventano
opache, la pelle si secca, l'umidita' la passa, ed alla fine si taglia.
http://franceschetti.it/lucido-per-scarpe-in-pelle/
Questi sostengono che una scarpa ben trattata puo' durare una vita. Mi
sembra un po' eccessivo, pero' che le prolunghi molto la vita (sua) e'
certo.
E anche l'abitudine di non usare le stesse scarpe due giorni di seguito
mi sembra buona.
E' buona per le scarpe che cosi' hanno il tempo di asciugarsi e durano
di piu' ed e' buona per i piedi che cosi' vengono sempre infilati in
una scarpa asciutta.




>> Non insisto e prendo atto.
>> Personalmente, anche approfittando dell'esperienza di colleghi che abitano
>> in montagna, di inverno porto maglia di lana sulla pelle poi camicia di
>> cotone e poi maglione di lana (sempre) - giacca vento all'aperto, e non ho
>> mai freddo.
>
> Beh, se vai sulle piste qualche metro più in su, i gradi diminuiscono
> esponenzialmente...
>
Dicevo in citta'.




> Mi consoli, perché un nostro compagno che aveva fatto il militare a borgo
> san dalmazzo, suppongo più o meno al tempo in cui l'hai fatto tu, stando di
> guardia, si era beccato una pleurite da restarci quasi secco:-(
>
Strano io non ho mai preso neanche un raffredore. Era' l'eta' (20 anni)
o quella grossa iniezione sul petto che ci hanno fatto i primi giorni ?
Boh ! Mai capito.




> Comunque, da quel che ho visto al museo, le divise attuali sono eccellenti.
> Se dovessero richiamarti (!) vedresti la differenza:-)
>
> DDV
>
Speriamo di no.

Un saluto.

--
Questo post vuole essere solo uno spunto di riflessione.
per contatti: pierferraro@teletu.it

Pierfrancesco
didivu@alice.it 22 Mag 2017 08:53
Il giorno domenica 21 maggio 2017 23:30:02 UTC+2, Pierfrancesco ha scritto:
> Dopo dura riflessione, didivu@alice.it ha scritto :

>> Ehm, forse ti riferisci alla seconda guerra mondiale, allora!

> Non ero nato.

Tranquillo, me l'immaginavo!

> Beh ! Anche le scarpe di pelle se non le lucido, alla lunga diventano
> opache, la pelle si secca, l'umidita' la passa, ed alla fine si taglia.
> http://franceschetti.it/lucido-per-scarpe-in-pelle/
> Questi sostengono che una scarpa ben trattata puo' durare una vita. Mi
> sembra un po' eccessivo, pero' che le prolunghi molto la vita (sua) e'
> certo.

Verissimo.

Ora torno all'argomento di come vestire i bambini d'inverno e ci aggiungo di
primavera avanzata.


Giorni fa (22 gradi all'ombra) c'era un papà sulla passeggiata al mare, vestito
come un palombaro, che spingeva un passeggino con a bordo un bambino di circa un
anno e mezzo, abbigliato anche lui da circolo polare artico.


Li ho notati per via dell'argomento di questi post e ho pensato come facessero a
resistere sotto il sole, al che il papà s'è levato un po' d'attrezzatura ed è
rimasto in maniche di camicia, lasciando il figlioletto con sciarpa, cappello e
ammennicoli vari.

IMHO, ecco un bambino predestinato a mal di ******* otiti e a beccarsi ogni
virus che gli passerà accanto...

DDV
Pierfrancesco 22 Mag 2017 21:56
didivu@alice.it ha usato la sua tastiera per scrivere :
> Il giorno domenica 21 maggio 2017 23:30:02 UTC+2, Pierfrancesco ha scritto:
>> Dopo dura riflessione, didivu@alice.it ha scritto :
>
>
> Ora torno all'argomento di come vestire i bambini d'inverno e ci aggiungo
> di primavera avanzata.
>
> Giorni fa (22 gradi all'ombra) ....
>
> DDV
>

Ah! Il buon senso, questo sconosciuto !

Cari saluti.

E' stato un piacere.

--
Questo post vuole essere solo uno spunto di riflessione.
per contatti: pierferraro@teletu.it

Pierfrancesco
Frankie NiBBle ® 25 Mag 2017 12:08
Pierfrancesco ha usato la sua tastiera per scrivere :

> C'e' una cultura corrente, perfino scientifica (la pediatra che conosco) che
> afferma che noi di inverno tendiamo a vestire troppo i bambini ed in questo
> sbagliamo.

Vero.

Specialmente quando hanno febbre

Chiamano l'ambulanza per Iperepiressia e li trovi imbacuccati come
esquimesi con 30 gradi in casa!

I bambini vanno comperti tanto quanto gli ******* Non esistono ragioni
per cui debbano essere coperti di più o di meno.

Unica raccomndazione per i lattanti dove va tenuto presente che la
massima dispersione di calore avviene dal capo

--
Frankie NiBBle
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medicina invece denota modernità se usa l'aggettivo di verruca?" -
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